sabato 22 giugno 2019

A PROPOSITO DELLE SANZIONI 
E DELLE CONTRO SANZIONI ALLA RUSSIA




Mosca si è preso delle sanzioni da anni per il semplice fatto si è annessa enormi pozioni dell'Ucraina (senza contare l'appoggio alla secessione della Transnistria e all'occupazioni di due grandi regioni della Georgia). Non aver sanzionato questo principio, la violazioni di patti sottoscritti nel 1994, avrebbe sancito i diritto del più forte e aggressivo. 
Ora si dice che le sanzioni danneggiano l'export italiano. Le sanzioni verso la Russia  riguardano le armi (e dopo i primi lince hanno poi scopiazzato i materiali italiani che hanno chiesto di testare, tenendoseli illegalmente per anni!) e materiali strategici. 
Il problema per l'agro-alimentare italiano è che Putin ha lanciato contro-sanzioni verso alcuni prodotti provenienti dai paesi che hanno sanzionato la Russia. Non è che noi abbiamo messo le sanzioni ai pomodori, alla pasta e ad altri generi alimentari. E che Mosca né ha bloccata l'importazione.
Bisogna essere anche molto chiari. Le importazioni dirette sono state bloccate ma siccome i pomodori non hanno la matricola, è accaduto che sono salite da zero a valori molto alti le importazioni di "pomodori bielorussi", facendo finta di ignorare che da quelle parti i pomodori non crescono. Lo stesso è avvenuto con i gamberi!
Se avessimo bloccato altri settori, state pur certi che le conseguenze sarebbero state molto più concrete sul piano pratico e avrebbero sortito effetto maggiore.
Comunque Mosca è espertissima nell'aggiramento degli embarghi, importando petrolio iraniano ed esportando carburanti in Siria, attività su cui non si fiata, almeno in Europa. 

Nessun commento:

Posta un commento