martedì 13 giugno 2023

 RIUNIONE SUL MUNIZIONAMENTO 

 

Il 15 giugno si terrà una importante riunione NATO riguardante la produzione del munizionamento per l'artiglieria, nell'ambito della riunione mensile del Gruppo di Contatto a Raimstain, che coordina la fornitura di armi ed equipaggiamenti all'Ucraina.

In particolare a questo incontro saranno presente:
 
- Lockheed Martin (USA)
- Raytheon Technology (USA)
- Leonardo (Italia)
- BAE System (Inghilterra, USA, Spagna, inclusa la Bofors svedese)
- Elettronica (Italia)
- MBDA (Germania, Italia, Francia, Regno Unito etc)
- Dezamet (Polonia)
- FN Herstal (Belgio)
- Patria (Finlandia)
- Rheinmetall (Germania)
- Nanmo (Norvegia)
- Consorzio NKMW (Nexter Krauss Maffei Wegman (Francia e  Germania, include anche l'italiana Simmel)
- Thales (Francia)
- Baykar (Turchia)
- Roketsan (Turchia)
- Romarm (Romania)
- Excalibur (Repubblica Ceka)
- Duro Dakovic (Croazia)
- Arsen (Bulgaria)
- Tekever (Portogallo)
- Milrem Robotic (Estonia)
 
Si tratta di realtà differenti in termini di grandezza e prodotti. Alcune realizzano proiettili, altre anche razzi e missili. E fra le munizioni per cannoni si spazia da quello molto sofisticato a guida terminale ai vecchi colpi da 122, 130 e 152 mm di concezione sovietica, pure richiesti perché l'artiglieria ucraina ha ancora molti di questi pezzi.
Tutti possono dare un contributo, notando che alcuni, come i polacchi, hanno giù produzioni calettate sulle nuove esigenze mentre altri attendono contratti firmati per incrementare quanto viene prodotto. E' chiaro che prima di assumere e acquistare materiali, le società private vogliono garanzie. I livelli di produzione si erano notevolmente  abbassati negli ultimi tre decenni e si erano abbandonati i piani di produzione in caso di crisi pronti in precedenza. Comunque qui si potrebbe arrivare a produzioni da 5 a 6 milioni di colpi all'anno, potendo attingere anche a qualche altra fonte, come la Corea, la Repubblica di Cina e il Giappone (che al momento non può esportare verso un paese in guerra ma lo può fare verso altri). In più vi è il munizionamento di precisione e a lunga portata che potrebbe fare la differenza sul campo e che sta già dando ottimi risultati anche se le forniture sono state molto piccole (centinaia di colpi per volta).
Per certe forniture si potrebbe attingere a quanto presente nei magazzini, sostituendolo con munizionamento nuovo, che scadrà a più lungo termine perché normalmente in ambito NATO il munizionamento vecchio viene smontato, cosa che non avveniva in Russia anche se poi si nota un quantitativo elevato di colpi non esplosi e, in alcuni casi, nemmeno partiti.
Ancora due note. Intanto il fattore tempo. Assolutamente fondamentale perché imposto dall'esigenze di un grande conflitto in corso. Poi non bisogna dimenticarsi delle altre munizioni, come quelle per le armi leggere (il cui consumo è "stratosferico" rispetto a prima), dei colpi per i carri (costosi quelli APFSDS e di qualità variabile), per l'antiaerea (inclusi ovviamente i missili) e via proseguendo.

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