martedì 11 giugno 2019

Speciale Battaglia per Tripoli
 
SULL'EMBARGO DI ARMI ALLA LIBIA
 
 
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha ribadito la validità della Risoluzione circa l'esportazioni di armi alla Libia, decretata nel 2016 e indicata come Risoluzione 2292.
Il problema è che sembra che venga tranquillamente ignorata. Basta vedere quanto è accaduto poche settimane or sono con la nave turca che è giunta a Tripoli con i blindati in bella mostra sul ponte, senza che nessuno la bloccasse.
Molti paesi le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza semplicemente le ignora. Non è certo una novità ma bisogna avere il coraggio di ricordarlo. La storia è stracolma di situazioni simili e noi stessi siamo stati testimoni infinite volte di flussi imponenti di armi in barba a tutte le sanzioni. Ma almeno i casi più clamorosi dovrebbero essere sanzionati altrimenti l'autorità del Consiglio di Sicurezza rimarrà ai livelli attuali, vale a dire sotto zero.
Ci dovrebbe essere in vigore un embargo sulla fornitura di armi alle fazioni in lotta in Siria e invece ai governativi è arrivato di tutto, incluso un corpo di spedizione russo, uno iraniano, gli Ezbollah libanesi e via proseguendo, E armi sono giunte anche ai ribelli. 
Se si mandano navi tranquillamente nei porti sotto embargo, smettiamo di perdere tempo in inutili risoluzioni, oppure pensiamo a come riformare radicalmente il Consiglio di Sicurezza, dove esiste un sistema che risale all'immediata dopoguerra, con ancora cinque potenze (fra cui Francia e Regno Unito) che sono membri permanenti con diritto di veto, quando oggi Londra e Parigi non contano meno della Germania o dell'India.
 
 
 

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