sabato 4 agosto 2018

CAMBIO IN VISTA PER LE FRAGATE/PPA ITALIANE

Tanto per cominciare smetteremmo di chiamarli "pattugliatori", dato che sono unità da 6.000 tonnellate di dislocamento (quanto un incrociatore medio della II Guerra Mondiale!), vicino a quello delle fregate FREMM e possono disporre di un armamento di tutto rispetto. Il termine "pattugliatore" è frutto di passate stagioni politiche quando si voleva tranquillizzare certi settori politici tanto sensibili a certe istanze, per cui i "pattugliatori" (che raccolgono anche i migranti) sono navi "buone" e le fregate navi evidentemente "da guerra", esecrabili. E' un trucco dialettico che vede anche le portaerei giapponesi ufficialmente indicate come "cacciatorpediniere portaelicotteri", sempre per motivi politici (ad occhi presto sui loro ponti apparirà anche un certo F-35 B!)
Sembra che lo Stato Maggiore della Marina possa ripensare al programma delle tre unità previste che non sono state ancora impostate. Potrebbero essere dotate di maggiore capacità antisommergibile, ridotta nelle 4 unità iniziali, oppure avere un aspetto completamente diverso, con il dislocamento ridotto a 3.000 tonnellate, praticamente la metà di quello delle navi attualmente in costruzione.
Terremo informati i nostri lettori circa i futuri sviluppi del programma, ricordando che solo una parte delle fregate Classe "Bergamini" sono specializzate in lotta antisom. E' anche vero che oggi, rispetto al passato, sono spariti i sommergibili di Jugoslavia, Albania e Libia e la presenza russa è molto inferiore a quella messa in acqua a suo tempo dall'Unione Sovietica in Mediterraneo. Piuttosto, disponendo di potenti elicotteri antisommergibile imbarcati, se mai potenzieremmo il settore aereo, trasformando gli ATR-72 MP nella versione ASW (avendo già le relative predisposizioni), acquistando altri velivoli. I velivoli hanno grandissima mobilità strategica e sono invulnerabili alle armi dei battelli subacquei

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